COMUNICATO STAMPA

MILITARI ITALIANI RESPINTI DALLA LIBIA:
“IL VISTO CHE NON SI E’ VISTO!”

Roma, 3 agosto 2020
La Federazione Lavoratori Militari (FLM) è venuta a conoscenza attraverso fonti aperte, media televisivi e della carta stampata nazionale circa il respingimento da parte delle autorità libiche di personale militare italiano con la motivazione di essere sprovvisti di VISTO d’ingresso!

Un velivolo “Hercules” C 130 decollato da Pisa alla volta della Libia e atterrato alle 17.30 del 30 Luglio 2020 all’aeroporto di Misurata, aveva a bordo 40 militari italiani fra personale del Celio e della brigata Julia, chiamati a svolgere operazioni di supporto. Solo 6 militari sono potuti sbarcare, mentre gli altri sono stati rispediti indietro dalle autorità libiche poiché sprovvisti del visto d’ingresso!

In Libia abbiamo 400 uomini, 142 veicoli, 2 mezzi aerei e una nave nel porto di Tripoli in appoggio alla Guardia costiera nel contrasto alle partenze dei gommoni verso l’Italia. «La notizia ha dell’incredibile e dimostra che a livello internazionale il nostro Paese non conta più nulla. Mentre in Italia arrivano dalle stesse coste a ritmo sempre più serrato migliaia di clandestini che finiscono per finanziare i trafficanti di uomini, dalla Libia ci impongono di ritornare da dove siamo venuti!»

Un caso di respingimento senza scrupoli, ridicolo e al tempo stesso umiliante!
Il Governo ha il dovere di dare immediatamente delle spiegazioni su questa inaccettabile vicenda! Nessuno può umiliare impunemente ciò che l’uniforme rappresenta, i valori ed il prestigio del Paese che rappresentiamo e soprattutto la memoria di tutti i nostri eroi caduti in ogni tempo e luogo che ci onoriamo esserne gli eredi ed i più avidi custodi! I militari italiani non devono essere utilizzati come capro espiatorio per malcelate ingerenze internazionali ovvero di distratte politiche internazionali.

Per quanto sopra:
LA FEDERAZIONE LAVORATORI MILITARI (FLM)
C H I E D E
AL GOVERNO ITALIANO DI FORNIRE IMMEDIATE SPIEGAZIONI SULLA VICENDA COMPRESI I NOMINATIVI DEGLI ATTORI RESPONSABILI AI QUALI IMPUTARE LA RESPONSABILITÀ DI QUESTA GRAVE UMILIAZIONE INTERNAZIONALE

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