Alcune Associazioni “Professionali” a carattere sindacale lanciano dure accuse ad altre sigle di essere interessati solo a mantenere i privilegi da “casta”
L’articolo pubblicato da Agenzia DIRE mette in luce una grave criticità nel mondo sindacale militare, evidenziando come alcuni sindacati stiano trasformando la loro funzione da rappresentanza vera dei lavoratori a un sistema autoreferenziale e privilegiato. Invece di concentrarsi sui problemi reali e urgenti dei militari — stipendi fermi, carenze di alloggi, blocco delle carriere e un personale sempre più ridotto — ci si dedica a rivendicazioni che tutelano solo la “casta” sindacale: elettività riservata a ranghi alti, garantendo posizioni comode e vantaggi economici e pensionistici.
Questa deriva rischia di alimentare un rifacimento del vecchio Cocer, col pericolo di creare una nuova élite che interessi solo se stessa, lontana dalle esigenze di chi indossa quotidianamente l’uniforme e serve davvero lo Stato. Il sindacato deve essere strumento di lotta e miglioramento per tutti, non un sistema di privilegi per pochi. Quando la governance sindacale si piega a logiche di potere interno, si tradisce il mandato di rappresentanza e si abbandona il personale militare a difficoltà crescenti. Occorre ribaltare questa prospettiva, riportando centralità alle istanze concrete di lavoratori e militari, senza favoritismi né connivenze.
In sintesi, il rischio è di ignorare i veri problemi per garantire un sistema di privilegi, e su questo non c’è spazio per ambiguità. I sindacati militari attualmente sono solo un’estensione del vecchio COCER a spese del soldato.
Fonte: dire.it