Il Ministero della Difesa ha annunciato nuove misure per rafforzare la rappresentanza sindacale dei militari attraverso le Associazioni Professionali a Carattere Sindacale tra Militari (APCSM). Le novità principali riguardano l’allineamento della durata dei distacchi sindacali a quella del mandato rappresentativo (da tre a quattro anni), con contestuale riduzione del numero massimo, e l’eliminazione dell’obbligo di interruzione tra periodi di distacco o aspettativa per mandati consecutivi. A queste si aggiunge la previsione di un termine minimo per l’inoltro di documentazione su cui richiedere pareri alle APCSM.
Queste modifiche saranno recepite nel primo provvedimento utile, come espressamente previsto negli impegni di Governo allegati alla sottoscrizione del contratto. Da settembre 2026 partiranno inoltre incontri specifici per esaminare ulteriori revisioni della legge 46/2022 e dei regolamenti attuativi, con focus su secondo livello di contrattazione e forme di partecipazione sindacale. Il Ministro Crosetto ha ribadito l’impegno per relazioni sindacali moderne ed efficaci.Tutto molto positivo per le APCSM. Ma leggendo per intero il documento degli Impegni di Governo allegato agli accordi 2025-2027, emerge un quadro asimmetrico che fa sorgere più di un dubbio.
Impegni “ove possibile” vs. misure immediate per le APCSM
Mentre le agevolazioni per le rappresentanze sindacali militari sono blindate nel “primo provvedimento utile” (formula che suona come un impegno concreto e prioritario), gli altri impegni assunti dal Governo verso il personale sono tutti condizionali:
– Tavolo previdenziale: si impegna ad aprire, entro 90 giorni dalla sottoscrizione, un tavolo interministeriale “finalizzato a verificare possibili idonee soluzioni” in materia previdenziale connessa alla specificità del comparto. Nessuna garanzia di risultati, solo avvio di un confronto.
– Verifica retributiva: incontro nel luglio 2027 con sigle firmatarie per una verifica congiunta dell’andamento delle retribuzioni (su dati ISTAT e Ragioneria), senza alcun obbligo di correttivi automatici.
– Risorse aggiuntive per il contratto (priorità FESI): si impegna a “reperire, nell’ambito della legge di bilancio per l’anno 2027 **ove possibile**, nel rispetto dei saldi di finanza pubblica, ulteriori risorse” da destinare al contratto 2025-2027, con priorità per il Fondo per l’Efficienza dei Servizi Istituzionali.
La formula “ove possibile” ricorre come un mantra: risorse condizionate ai saldi di bilancio, soluzioni “possibili”, verifiche future. Nulla di vincolante o immediato sul piano economico e previdenziale, ambiti che toccano direttamente stipendi, potere d’acquisto e tutele di chi indossa la divisa.
Un dolcetto per chiudere il contratto “così com’è”?
Il contratto ha portato aumenti (punto parametrale in crescita, una tantum, arretrati), ma molte APCSM avevano chiesto di più su specificità, straordinario, previdenza e recupero inflazione. Di fronte a queste richieste, il Governo ha offerto impegni diluiti nel tempo e subordinati a condizioni di bilancio, mentre ha concesso alle stesse sigle che firmavano un rafforzamento rapido e normativo della loro operatività (distacchi più stabili, agibilità rafforzate, tavoli dedicati).
È lecito chiedersi se questi favori alle APCSM non abbiano funzionato da “addolcitivo” per far accettare un’intesa che, sul fronte sostanziale per il personale, lascia parecchi punti aperti e rinviati. Le associazioni ottengono strumenti più solidi per operare (e per giustificare la firma davanti agli iscritti), mentre i militari dovranno attendere tavoli, verifiche e “ove possibile” futuri.
Il rafforzamento della rappresentanza è sacrosanto, ma non può ridursi a un baratto: più potere alle sigle in cambio di minore incisività sulle rivendicazioni economiche e normative del comparto. Il personale delle Forze Armate e di Polizia merita impegni concreti, non solo procedurali o condizionali.
Cosa ne pensate?
Questi impegni di Governo vi sembrano sufficienti o confermano l’impressione di un contratto chiuso “al ribasso” grazie a concessioni mirate alle APCSM? Il dibattito resta aperto e meriterebbe maggior attenzione da parte di tutti gli attori coinvolti.
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