Il 31 luglio 2025 è stato definito per i dirigenti della Pubblica Amministrazione (probabilmente la firma avverrà entro il 06/08/2025), che, oltre a prevedere un aumento medio di 558 euro lordi mensili, prevede anche arretrati di circa 9.400 euro fino a ottobre 2025.
Include anche disposizioni su una tantum e sull’estensione giuridica ed economica di alcune voci retributive prima riservate solo ai contrattualizzati.
In particolare:
• È previsto il riconoscimento di una una tantum a copertura dell’anno 2024, un importo aggiuntivo che riguarda i dirigenti e viene pagato per rettificare arretrati e alcune partite economiche non ancora estese ai dirigenti pubblici.
• L’accordo estende alcune voci economiche e tutele normativo-contrattuali che fino ad ora erano riservate solo ai lavoratori contrattualizzati (non dirigenti) anche al personale dirigente, uniformando così il trattamento sotto diversi profili.
• Le novità normative comprendono miglioramenti nelle condizioni del lavoro agile, potenziamento del welfare integrativo, e formazione continua, che impattano anche sul personale dirigente, migliorando diritti e benefit precedentemente non estesi.
• L’estensione giuridica riguarda quindi alcune indennità e tutele promosse nei contratti del personale non dirigente e ora allargate anche ai dirigenti, colmando così una disparità tra categorie.
In sintesi, l’accordo non si limita agli aumenti salariali ma prevede anche l’erogazione di somme una tantum e l’estensione economica e giuridica di alcune voci prima esclusivamente previste per i contrattualizzati, con un impatto positivo sulle condizioni economiche e normative dei dirigenti pubblici.